🔧 Comparativo 2026: qual è il miglior software di manutenzione?
Aggiornato al 19 agosto 2026 — funzionalità e prezzi verificati sulle pagine ufficiali degli editori. Dove un editore non pubblica il prezzo, lo scriviamo, invece di inventarlo.
✅ Che cosa fa davvero un software di manutenzione
Un software di manutenzione — CMMS, Computerized Maintenance Management System, che la norma italiana chiama Sistema Informativo di Manutenzione — tiene in un unico posto il parco asset, le richieste di intervento, gli ordini di lavoro, i piani di manutenzione preventiva, i ricambi, i costi e gli indicatori.
Il punto non è « mettere la manutenzione dentro un software ». Il punto è chiudere un anello che la carta e i fogli di calcolo non chiudono: segnalare, dare priorità, pianificare, eseguire, registrare, analizzare, migliorare.
Dentro quell’anello convivono quattro politiche di manutenzione, e ogni prodotto di questo comparativo le tratta in modo diverso:
la manutenzione correttiva o a guasto, eseguita dopo il rilevamento di un’avaria;
la manutenzione preventiva ciclica, innescata dal tempo trascorso o dall’utilizzo;
la manutenzione su condizione, innescata da uno stato misurato — vibrazione, temperatura, ore, cicli;
la manutenzione predittiva, che stima il momento del guasto a partire da quello stesso dato.
Il vocabolario, in Italia, non è opinabile: la UNI EN 13306:2018 definisce la manutenzione come « la combinazione di tutte le azioni tecniche, amministrative e gestionali, durante il ciclo di vita di un’entità, destinate a mantenerla o riportarla in uno stato in cui possa eseguire la funzione richiesta ». La UNI 11063:2017 separa manutenzione ordinaria e straordinaria — la distinzione che conta quando si tratta di imputare i costi a budget. La UNI 10366:2007 dà i criteri di progettazione della manutenzione, cioè come si sceglie quale politica applicare a quale bene. E la UNI 10584:1997 descrive esattamente l’oggetto di questa pagina: il sistema informativo di manutenzione, di cui il software è solo la parte informatizzata.
Vale la pena rileggere quest’ultimo punto prima di firmare un contratto. Un sistema informativo di manutenzione non è un pacchetto software: è un’organizzazione. Il software è lo strumento che la rende eseguibile. Chi compra il secondo sperando di ricevere la prima resta deluso, indipendentemente dall’editore.
⚖️ Che cosa impone la legge italiana — e che cosa non impone
Mettiamo subito a posto la cosa più fraintesa del settore. Nessuna legge italiana obbliga ad acquistare un software di manutenzione. Quello che la legge impone è che le attrezzature siano mantenute in condizioni di sicurezza, e che lo si possa dimostrare per iscritto.
Il Titolo III del D.Lgs 81/2008 (articoli 69-87) disciplina l’uso delle attrezzature di lavoro e dei dispositivi di protezione individuale. Tre commi dell’articolo 71 contano più degli altri per chi valuta un software:
il comma 4 impone che le attrezzature siano oggetto di « idonea manutenzione al fine di garantire nel tempo la permanenza dei requisiti di sicurezza »;
il comma 8 impone controlli iniziali, periodici e straordinari, per verificare che le condizioni di sicurezza restino tali nel tempo;
il comma 9 stabilisce che i risultati di quei controlli « devono essere riportati per iscritto » e che quelli relativi agli ultimi tre anni vanno conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza.
Quel comma 9 è la ragione tecnica per cui un foglio di calcolo condiviso non basta più quando il parco supera qualche decina di attrezzature: serve uno storico datato, non riscrivibile a posteriori, esportabile su richiesta di un ispettore.
Le attrezzature elencate nell’Allegato VII — apparecchi di sollevamento, ponti sviluppabili, generatori di vapore, recipienti in pressione e altri — sono inoltre soggette a verifiche periodiche a carico economico del datore di lavoro. Il D.M. 11 aprile 2011 ne disciplina le modalità e i criteri di abilitazione dei soggetti verificatori. La sequenza che ogni responsabile manutenzione italiano conosce a memoria è questa:
la prima verifica periodica è di titolarità INAIL, che deve effettuarla entro 60 giorni dalla richiesta;
le verifiche successive alla prima sono di titolarità della ASL territorialmente competente, entro 30 giorni dalla richiesta;
il datore di lavoro deve richiederle almeno 30 giorni prima della scadenza indicata nell’Allegato VII;
se l’ente non procede entro il termine, il datore di lavoro può rivolgersi direttamente a un soggetto abilitato iscritto nell’elenco ministeriale, comunicandone il nominativo;
quando un’attrezzatura esce dal sito, deve essere accompagnata dall’attestazione dell’ultima verifica con esito positivo.
Nessun software del comparativo esegue queste verifiche al posto vostro: le verifiche le fa INAIL, la ASL o un soggetto abilitato. Quello che un software può fare è non farvi mancare una scadenza, tenere il verbale allegato all’attrezzatura giusta e produrre in trenta secondi la prova che il comma 9 chiede. È un compito modesto sulla carta, ed è quello su cui la maggior parte delle organizzazioni si fa trovare impreparata durante un’ispezione.
Vale la pena essere precisi anche su un altro punto: un software di manutenzione non rende conforme nulla. Registra ciò che è stato fatto. Se il piano di manutenzione è sbagliato, il software vi aiuterà a eseguire puntualmente un piano sbagliato.
💶 Iperammortamento 2026: il punto che quasi tutti sbagliano
Per anni, in Italia, il credito d’imposta è stato l’argomento di chiusura di ogni trattativa su un software industriale. Nel 2026 quell’argomento non funziona più come prima, e conviene saperlo prima che ve lo racconti un commerciale.
Ecco i fatti, in ordine:
il credito d’imposta sui beni immateriali 4.0 (i software) è stato abrogato con effetto dal 1° gennaio 2025;
il credito d’imposta Transizione 5.0 non è più in vigore dal 1° gennaio 2026;
al loro posto la Legge di Bilancio 2026 (L. 199/2025, art. 1 commi 427-436) ha introdotto l’iperammortamento, operativo dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028, con maggiorazione del costo deducibile del +180 % fino a 2,5 milioni di euro, +100 % fra 2,5 e 10 milioni e +50 % fra 10 e 20 milioni;
i beni agevolabili non sono più quelli degli Allegati A e B della L. 232/2016 ma quelli degli Allegati IV e V della L. 199/2025. I software stanno nell’Allegato V;
il software agevolabile deve essere « interconnesso al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura », e sono escluse « le componenti amministrative, contabili, finanziarie o puramente gestionali »;
l’interconnessione deve essere effettiva alla data di completamento dell’investimento, non più raggiungibile in un secondo momento come accadeva con il vecchio credito d’imposta;
la perizia tecnica asseverata è obbligatoria a prescindere dall’importo: l’autocertificazione sotto i 300.000 euro non è più sufficiente.
E qui arriva la parte che riguarda direttamente questa pagina. I canoni in abbonamento restano esclusi. L’iperammortamento agevola un bene ammortizzabile, non un servizio ricorrente. Il che significa, in pratica:
Un software di manutenzione acquistato in abbonamento SaaS — cioè otto degli undici prodotti di questo comparativo — non è iperammortizzabile. Solo una licenza perpetua, capitalizzata a bilancio e realmente interconnessa al sistema di gestione della produzione, può entrare nel perimetro.
È esattamente il motivo per cui vale la pena guardare con attenzione chi, nel panel, offre ancora una via a licenza: mainsim On-Premise, Zucchetti ZMaintenance nella modalità a licenza, Coswin 8i installato su server interno. Non è un consiglio fiscale — quello lo dà il vostro commercialista, sulla base della perizia asseverata — ma è una domanda che va posta prima di scegliere la modalità di acquisto, non dopo.
E resta valido il principio generale: nessun incentivo giustifica l’acquisto di uno strumento che non vi serve.
🧭 Software di manutenzione, EAM, facility o strumento specializzato
L’espressione « software di manutenzione » copre prodotti che si sovrappongono a malapena. Distinguere la famiglia giusta risparmia metà del lavoro di selezione:
un CMMS generalista (mainsim, PrometeoManutenzione, Exolvia, Fiix, Coswin 8i) organizza il lavoro di manutenzione: asset, ordini di lavoro, piani preventivi, ricambi, costi e KPI;
una piattaforma EAM — Enterprise Asset Management (IBM Maximo, Octave Attune EAM) allarga il perimetro all’intero ciclo di vita del bene: pianificazione degli investimenti, approvvigionamento, contratti, asset lineari, GIS, monitoraggio delle condizioni e integrazione d’impresa;
un prodotto di facility management (Logica® Facility) pesa di più sulle richieste di servizio, sugli SLA, sugli appaltatori e sui patrimoni distribuiti su molte sedi;
un CMMS nato sul campo (MaintainX) parte dal telefono del tecnico e risale verso l’ufficio;
un software integrato in una suite gestionale (Zucchetti ZMaintenance) vale soprattutto per l’integrazione nativa con il resto del sistema informativo aziendale;
uno strumento specializzato (GearTracker) va a fondo su un sotto-dominio — qui la conformità delle attrezzature regolamentate, dei DPI e delle abilitazioni di chi li usa — senza gestire l’intero processo manutentivo.
Il primo filtro del comparativo, quello che tiene solo i software di manutenzione completi, rimuove gli strumenti il cui perimetro non copre l’intero zoccolo funzionale. Attivatelo se avete davvero intenzione di sostituire un software di manutenzione, e non di affiancarne uno.
🏆 La classifica interattiva
Scegliete un profilo, attivate i filtri che vi interessano e, se volete, regolate quanto pesa ciascun criterio. La classifica viene ricalcolata nel vostro browser. Aprite una scheda per leggere punteggi, punti di forza, limiti e prezzo.
Il tuo profilo:
11 soluzioni classificate secondo le tue priorità — apri una scheda per le prove, i limiti e i punteggi per criterio.
L'adozione sul campo più forte del panel: tutto parte da ciò che il tecnico fa davvero, e l'interfaccia si impara in minuti. L'italiano è fra le 29 lingue supportate dall'applicazione, ma il sito e la macchina commerciale no: getmaintainx.com/it restituisce 404 e il telefono è statunitense. Da tenere presente prima di firmare: Autodesk ha annunciato il 3 agosto 2026 di aver completato l'acquisizione dell'editore.
Copertura manutentiva
8,5
Usabilità e adozione
9,5
Prezzo e trasparenza
6,5
Mobile e pianificazione
9,0
Ricambi e acquisti
8,0
Dati e integrazioni
7,5
Avviamento e supporto
7,0
Punti di forza
✅ La migliore esperienza mobile e offline del panel, con procedure e checklist agganciate direttamente all'intervento
✅ Interfaccia disponibile in italiano fra le 29 lingue supportate
✅ Piano gratuito permanente con ordini di lavoro illimitati e utenti richiedenti illimitati
✅ Premium è davvero completo: ricambi, ordini di acquisto, costi, contatori, API REST e analytics
Punti deboli
⚠️ Nessun sito né percorso commerciale in italiano: getmaintainx.com/it restituisce 404, il selettore di lingua offre solo inglese, spagnolo, francese e portoghese, e il telefono è solo statunitense
⚠️ Listino esclusivamente in dollari, senza griglia in euro né selettore di valuta
⚠️ La modalità offline arriva solo con Premium, a 65 $ per utente/mese: per una squadra sul campo è la funzione principale, non un'opzione
⚠️ Il piano gratuito consente solo 2 ordini di lavoro ricorrenti attivi e 2 ordini con procedura allegata
⚠️ Multi-sito, SSO, IoT e conteggi ciclici richiedono Enterprise, su preventivo
⚠️ Cambio di proprietà recente: l'editore è passato ad Autodesk ad agosto 2026, senza impegni pubblici su listino e autonomia del prodotto
Prezzi
Piano Basic gratuito; Essential 20 $ per utente/mese con fatturazione annuale (25 $ mensile); Premium 65 $ annuale (75 $ mensile); Enterprise su preventivo — listino solo in dollari
Prova in autonomia
Sì
Fornitore
MaintainX (Autodesk) (Stati Uniti)
Ordini di lavoroProcedure e ispezioniManutenzione preventivaManutenzione su contatoreMagazzino ricambiOrdini di acquistoTempi e costiAPI REST
Gratuito ≤ 100 attrezzature, poi 0,85 €/pezzo/anno
✅
🇫🇷 Francia
1. mainsim — l’unico che parli davvero italiano, normativa compresa
Panoramica
mainsim è nato a Genova nel 2001, è passato dal gruppo Duferco a Impresoft nel settembre 2025, e rivendica oltre 70.000 utenti quotidiani. È il riferimento italiano di questo comparativo per due ragioni molto concrete.
La prima è normativa. È l’unico editore del panel, italiano o straniero, le cui pagine di settore citino esplicitamente l’81/2008, la 462/2001 e « le verifiche periodiche su impianti di sollevamento e apparecchi di pressione ». Tutti gli altri parlano di « conformità » in astratto. Chi ha passato un pomeriggio a spiegare a un fornitore straniero che cos’è una verifica periodica ai sensi dell’Allegato VII capisce quanto valga la differenza.
La seconda è la trasparenza sul prezzo. mainsim pubblica 89,90 € per utente al mese per il cloud, con riduzioni al crescere del numero di licenze e un costo di avviamento una tantum quantificato solo in sede di progetto. In un mercato in cui su undici prodotti solo quattro espongono una cifra, esporla è già un segnale.
Il modello di licenza merita attenzione: si paga per utente, non per asset né per sede. Richiedenti illimitati e gratuiti, asset illimitati inclusi. Cento macchine o centomila, il canone non cambia. Per un’azienda con molte attrezzature e pochi manutentori è un’economia molto favorevole; per una con molte licenze operative lo è molto meno.
Esiste anche una versione On-Premise a licenza perpetua, su quotazione — l’unica delle due modalità che possa rientrare nel perimetro dell’iperammortamento.
Punti di forza
🇮🇹 Il solo editore che citi il D.Lgs 81/2008, la 462/2001 e le verifiche periodiche sulle proprie pagine prodotto.
💶 Prezzo cloud pubblicato, 89,90 € per utente al mese, in un mercato quasi interamente a preventivo.
♾️ Richiedenti illimitati e gratuiti, asset illimitati inclusi: il canone non cresce con il parco macchine.
🎓 Onboarding dedicato, formazione, academy con certificazione e SLA garantito, tutto in italiano.
🔐 ISO 9001 e ISO 27001, dati esportabili, e una via on-premise a licenza perpetua.
Limiti
💸 89,90 € per utente al mese è il prezzo per licenza più alto del panel. Sei licenze operative fanno 539,40 € al mese di solo canone, prima dell’avviamento.
🧾 Il costo di avviamento non è quantificato sul sito: analisi, setup, importazione dati e formazione sono « una tantum » senza cifra. Fatevelo mettere per iscritto nel preventivo.
🚫 Nessuna prova autonoma: l’unica strada è « Richiedi una demo ».
📵 La modalità offline dell’app non è documentata. Le schede sugli store citano foto, QR, timer e firma PDF, mai « offline ». Se i vostri tecnici lavorano in cabine, gallerie o capannoni schermati, chiedetene la dimostrazione in demo.
A chi serve? All’azienda italiana di taglia media che vuole un interlocutore locale, un prodotto maturo e un fornitore che non vada spiegato da capo ogni volta che si nomina un obbligo di legge italiano.
2. Zucchetti ZMaintenance — ha senso se Zucchetti c’è già
Panoramica
ZMaintenance è il modulo di manutenzione della linea Asset Management di Zucchetti, costruito sulla piattaforma Infinity e integrato nativamente con ZEnergy. Esistono due declinazioni verticali, Fire Edition per i presidi antincendio e Healthcare Edition per la sanità, che a questo livello di mercato sono una rarità.
La proposta di valore è chiara e va presa per quello che è: il vantaggio sta nell’integrazione, non nella profondità manutentiva. Se l’azienda usa già Zucchetti per il personale, la contabilità o l’energia, ZMaintenance eredita anagrafiche, permessi e flussi documentali senza un progetto di integrazione. Se non lo usa, gran parte dell’argomento cade.
La Mobile Suite è una delle poche del comparativo a dichiarare esplicitamente il lavoro senza connessione, con sincronizzazione al ritorno del segnale, lettura di codici a barre e QR, geolocalizzazione e dettatura vocale. È un punto che molti concorrenti tengono deliberatamente vago.
Tre modalità di acquisto: licenza on-premise, licenza su server Zucchetti in PaaS, noleggio SaaS. Nessuna delle tre ha un prezzo pubblico.
Punti di forza
📵 Modalità offline dichiarata esplicitamente, con sincronizzazione al rientro, codici a barre e QR, geolocalizzazione e dettatura vocale.
🔗 Integrazione nativa con il resto dell’ecosistema Zucchetti — personale, energia, contabilità — e con sistemi di terze parti.
🚒 Edizioni verticali Fire e Healthcare, che coprono casi d’uso normalmente riservati a software di nicchia.
🏛️ Tre modalità di acquisto, di cui una a licenza: è la via che apre la porta all’iperammortamento.
🏭 Dichiarato « compliant ai requisiti di Industria 4.0 e successive modifiche », con documentazione scaricabile.
Limiti
📦 Magazzino ricambi e ciclo di acquisto non sono documentati sulla pagina prodotto. Chi ha una logistica ricambi seria deve farsi confermare per iscritto la copertura, o mettere in conto un modulo separato.
💸 Nessun prezzo pubblico su nessuna delle tre modalità, e nessuna prova autonoma.
📜 Il D.Lgs 81/2008 non è mai citato. La conformità è descritta in termini generici, il che è sorprendente per un editore italiano di questa dimensione.
🧩 Da solo perde gran parte del suo vantaggio: è un modulo pensato per chi è già dentro l’ecosistema.
A chi serve? Alle aziende già clienti Zucchetti, e in particolare a chi gestisce presidi antincendio o strutture sanitarie, dove le edizioni verticali fanno risparmiare un progetto di personalizzazione.
3. PrometeoManutenzione — il fornitore locale che c’era già negli anni Ottanta
Panoramica
Informatica EDP, di Fossano in provincia di Cuneo, fa software dal 1983 e dichiara circa 3.000 clienti in Italia. PrometeoManutenzione si presenta come « il 1° software CMMS nato in Italia » — una rivendicazione dell’editore, che non abbiamo modo di verificare e che riportiamo come tale.
Il prodotto copre la programmazione e la gestione della manutenzione degli impianti aziendali, con analisi di tempi, costi e KPI e ottimizzazione delle scorte di ricambi. Cita esplicitamente la manutenzione autonoma, cioè le attività affidate agli operatori di produzione anziché ai manutentori: è un tema di world class manufacturing che pochissimi CMMS trattano come modulo dedicato, e che in Italia molti stabilimenti hanno introdotto per davvero.
Il posizionamento è quello dell’ultimo fornitore locale rimasto in un settore che si sta consolidando: interlocutore diretto, raggiungibile al telefono, senza una filiera commerciale internazionale sopra la testa.
Punti di forza
🏅 Oltre quarant’anni sullo stesso mestiere, con circa 3.000 clienti dichiarati in Italia.
📞 Fornitore locale e indipendente: nessun livello commerciale estero fra voi e chi scrive il codice.
🔧 Copre la manutenzione autonoma e l’ottimizzazione delle scorte, non solo gli ordini di lavoro.
🔒 ISO/IEC 27001:2024 sull’editore; il prodotto gemello PrometeoSicurezza è presentato come conforme alla ISO 45001.
Limiti
💸 Nessun prezzo pubblicato: la pagina dei prezzi restituisce un errore 404.
📱 L’app mobile è citata ma non ha alcun collegamento a App Store o Google Play, e la modalità offline non è documentata. Per una squadra che lavora in reparto, è la prima cosa da far vedere in demo.
📜 Il D.Lgs 81/2008, le verifiche periodiche e l’interconnessione non sono mai citati, nonostante il posizionamento dichiarato su « manutenzione e sicurezza ».
🕸️ La vetrina digitale non è tenuta con la cura del prodotto: al momento della verifica anche la pagina di PrometeoSicurezza restituiva un 404. È un segnale sul marketing, non necessariamente sul software — ma costringe a valutare quasi tutto in demo.
A chi serve? Alla PMI industriale del Nord-Ovest che preferisce un fornitore raggiungibile a un marchio globale, e che è disposta a costruirsi da sola la comparazione perché sul sito non troverà quasi nulla.
4. Logica® Facility — la risposta italiana quando la manutenzione è a più mani
Panoramica
Logica® Facility, di Sinapsi SB di Imola, è il modulo di facility management di una suite molto più ampia — Plan, Move, Green, Facility, Pick&Pack, Rent, Hyperlist, QSA, HR.
Vale la pena guardarlo quando la manutenzione non è un affare interno ma un rapporto fra organizzazioni: squadre proprie, appaltatori, SLA da rispettare e un committente che vuole vedere i numeri. Il flusso multi-impresa è progettato, non improvvisato: gestione degli appaltatori con SLA, rapportino digitale con firma elettronica, foto geolocalizzate, multi-sito nativo.
L’elemento che lo distingue dagli altri editori italiani di questa taglia sono le API REST documentate e le integrazioni dichiarate con SAP Business One, Dynamics, Zucchetti, TeamSystem e Qlik. Sotto una certa dimensione, in Italia, l’API è di solito una promessa verbale.
Punti di forza
🤝 Gestione degli appaltatori con SLA, rapportino digitale firmato e foto geolocalizzate: il coordinamento fra committente, squadre interne e imprese esterne è progettato.
🔌 API REST documentate e integrazioni dichiarate con SAP Business One, Dynamics, Zucchetti, TeamSystem e Qlik.
🏢 Multi-sito nativo, con applicazioni dedicate per manutenzione, rapportini, verifiche, dotazioni e inventario.
🔔 Alert automatici sulle scadenze delle verifiche, utili per non perdere una periodicità.
Limiti
🧩 Non è un software di manutenzione autonomo: è un modulo dentro una suite che comprende anche magazzino, noleggio, risorse umane e qualità. Chi vuole solo un CMMS rischia di comprare un ecosistema.
💸 Nessun prezzo pubblico e nessuna prova: il passaggio dal formulario demo è obbligatorio.
📡 Nessun modulo IoT, e la disponibilità iOS/Android delle app non è specificata store per store.
📜 Le « scadenze di verifiche statutarie » sono citate senza mai nominare il D.Lgs 81/2008 né l’Allegato VII: la copertura normativa va verificata caso per caso.
A chi serve? A facility manager, gestori di patrimoni immobiliari e imprese di servizi multi-sede che devono rendere conto a un committente. Molto meno a uno stabilimento con una logistica ricambi pesante.
5. Exolvia ezCMMS — il metodo prima del software
Panoramica
Exolvia è uno spin-off dell’Università degli Studi di Bergamo, con sede a Seriate, e il suo prodotto ezCMMS nasce da progetti di ricerca e consulenza sull’ingegneria di manutenzione.
Si vede, e non è un difetto: l’offerta parte da un’analisi AS-IS, formalizza le criticità e definisce un programma di miglioramento, e solo dopo il software mette a terra il piano. Per un’azienda che non ha ancora un piano di manutenzione — e in Italia sono più di quante ammettano — è il percorso corretto, molto più di un abbonamento cloud attivato in un pomeriggio.
Nel perimetro funzionale compaiono i permessi di lavoro, che quasi nessun CMMS di questa fascia tratta come modulo dedicato e che in un contesto con appaltatori pesano parecchio.
Detto questo, il prodotto va valutato per quello che il sito documenta, non per quello che si spera.
Punti di forza
🎓 Nato da un percorso di ricerca con l’Università di Bergamo: l’accompagnamento metodologico è parte dell’offerta, non un servizio accessorio venduto a parte.
📋 Copre i permessi di lavoro, raro a questo livello e prezioso dove operano imprese esterne.
🧱 Struttura modulare: si attiva solo ciò che serve, adatto a chi parte da zero.
🇮🇹 Interlocutore italiano dentro il distretto manifatturiero lombardo.
Limiti
📵 Nessuna app mobile né modalità offline documentata. Le pagine prodotto non contengono alcuna menzione d’uso su smartphone o tablet. Per una squadra già operativa sul campo è un limite dirimente, e va chiarito prima di qualunque altra cosa.
💸 Nessun prezzo pubblico e nessuna pagina tariffe: il modello è descritto a parole come « tariffa annuale ».
🚫 Assenti dal sito: ciclo di acquisto, IoT, API e multi-sito come funzionalità di prodotto.
📜 Nessun riferimento al D.Lgs 81/2008, a Industria 4.0 o alla Transizione 5.0.
🏢 Editore molto piccolo, dichiaratamente startup innovativa: in una valutazione fornitori la domanda sulla continuità è legittima e va posta.
A chi serve? Alla PMI manifatturiera che deve costruire da zero la propria organizzazione della manutenzione e ha bisogno di un metodo prima che di uno strumento. Non a chi deve attrezzare domani mattina sei tecnici in reparto.
6. Coswin 8i — il prodotto francese con una vera struttura italiana
Panoramica
Coswin 8i è sviluppato da Siveco Group, editore francese attivo dal 1986, ma la struttura italiana esiste da anni con sede operativa a Cinisello Balsamo e sede legale a Milano. Nella pratica dell’avviamento e del supporto questo cambia tutto: interlocutori italiani, formazione in italiano, referenze italiane.
Funzionalmente è il più completo del panel dopo i due EAM: richieste e ordini di lavoro, preventiva e correttiva, magazzino mono e multi-deposito, ciclo di acquisto vero con richieste e ordini, multi-sito e multi-lingua, e moduli che quasi nessun concorrente ha, come metrologia, DPI e asset lineari (reti, condotte, linee).
Coswin Nom@d è la componente mobile, dichiarata funzionante in modalità connessa e disconnessa. È una delle poche app del comparativo con l’offline messo per iscritto.
Tre modalità di deployment: licenza su server interno, hosting gestito da Siveco, SaaS.
Punti di forza
🏭 Copertura funzionale molto ampia: acquisti completi, magazzino multi-deposito, metrologia, DPI e asset lineari.
📵 Coswin Nom@d funziona in modalità connessa e disconnessa, con sincronizzazione al rientro.
🇮🇹 Filiale italiana consolidata a Milano e Cinisello Balsamo: avviamento, formazione e supporto in italiano.
🏛️ Tre modalità di deployment, di cui una a licenza su server interno.
Limiti
💸 Nessun prezzo pubblico e nessuna prova autonoma: il percorso è interamente commerciale.
🇫🇷 Non è un software italiano: è la distribuzione locale di un prodotto francese, e la roadmap si decide altrove.
🌫️ IoT, BIM, GIS e business intelligence sono presentati come « soluzioni complementari » senza dettaglio, e le API compaiono solo come « servizi web ». Chiedete la lista esatta degli endpoint prima di firmare.
📜 Il D.Lgs 81/2008 e le verifiche periodiche non sono mai citati, nonostante esista un modulo DPI.
🔀 Due siti distinti — cmmsitalia.it e siveco.com/it — promuovono lo stesso prodotto, il che rende la ricerca di informazioni inutilmente confusa.
A chi serve? All’industria, alle utility, alla sanità e ai trasporti con parchi complessi, che vogliono profondità funzionale e una struttura di supporto fisicamente presente in Italia.
7. Fiix — il più internazionale con un vero listino, e la migliore italianizzazione
Panoramica
Fiix, di proprietà di Rockwell Automation, è il prodotto internazionale meglio italianizzato del panel, e non di poco. L’italiano è fra le tredici lingue tradotte, e la traduzione copre applicazione web, app mobile e portale delle richieste — non solo l’interfaccia principale. Rockwell mantiene inoltre una pagina prodotto in italiano sul proprio sito, con la dichiarazione « Più di 3000 aziende oggi usano Fiix ».
Il listino è pubblico: piano Free a 0 $ (25 attività preventive attive, utenti limitati, nessuna scadenza, nessuna carta di credito richiesta), Basic a 45 $ per utente al mese, Professional a 75 $, Enterprise su preventivo. La matrice funzionale per piano è insolitamente onesta su ciò che ogni livello esclude.
Il piano gratuito è abbastanza serio da costruirci sopra un albero asset reale prima di chiedere budget — e la modalità offline è disponibile già lì, cosa che nessun concorrente diretto fa.
Punti di forza
🇮🇹 Interfaccia in italiano documentata dall’editore su applicazione web, app mobile e portale richieste.
🏢 Pagina prodotto in italiano sul sito Rockwell Automation, con la forza commerciale del gruppo alle spalle.
💵 Listino pubblicato, con una matrice funzionale per piano che dichiara apertamente le esclusioni.
🆓 Modalità offline già dal piano gratuito, che include 25 attività preventive attive e non scade.
🏭 Profondità industriale reale: contatori, fermi macchina, acquisti e richieste di offerta, inventari ciclici.
Limiti
💵 Basic è mono-sito e senza acquisti; Professional arriva a 75 $ per utente al mese, e il listino è solo in dollari: nessuna griglia in euro, con il rischio di cambio a carico vostro.
🔒 API, integrazioni ERP, audit trail, workflow, firme elettroniche e SSO sono riservati a Enterprise, che non ha prezzo pubblico.
👷 La licenza Lite per gli operatori è un componente aggiuntivo a pagamento: quotate tutti i ruoli prima di confrontare.
⚠️ L’editore documenta che le modifiche fatte offline si perdono se ci si disconnette prima della sincronizzazione, incluso il logout automatico dopo 30 giorni di inattività. È una trappola operativa reale, e va spiegata ai tecnici il primo giorno.
A chi serve? Al sito industriale che vuole un CMMS cloud collaudato, un listino leggibile e la prospettiva di collegarlo più avanti a ERP, sensori o automazione.
8. MaintainX — quello che i tecnici useranno davvero, ma senza casa in Italia
Panoramica
MaintainX parte da ciò che succede in reparto: ordini di lavoro, procedure, checklist, foto, messaggi e richieste. Quella progettazione mobile first spiega l’adozione sul campo più forte del comparativo — è il prodotto che un manutentore impara in minuti, non in giorni.
Il listino ha quattro livelli. Basic è gratuito ma limita a due ordini di lavoro ricorrenti attivi e due ordini con procedura allegata. Essential costa 20 $ per utente al mese con fatturazione annuale (25 $ mensile). Premium costa 65 $ annuale (75 $ mensile) ed è il livello in cui il prodotto diventa davvero completo: manutenzione su contatore, magazzino ricambi, ordini di acquisto, tempi e costi, API REST e analytics. Enterprise aggiunge multi-sito, SSO, IoT e conteggi ciclici, su preventivo.
Due fatti vanno pesati prima di metterlo in short-list in Italia. Il primo: l’italiano c’è nell’applicazione — è fra le 29 lingue supportate — ma non nel sito né nella macchina commerciale. Il secondo: Autodesk ha annunciato il 3 agosto 2026 di aver completato l’acquisizione dell’editore.
Punti di forza
📱 La migliore esperienza mobile e offline del panel, con procedure e checklist agganciate direttamente all’intervento.
🇮🇹 Interfaccia disponibile in italiano fra le 29 lingue supportate.
🆓 Piano gratuito permanente, con ordini di lavoro illimitati e utenti richiedenti illimitati.
🏭 Premium è davvero completo: ricambi, ordini di acquisto, costi, contatori, API REST e analytics.
Limiti
🌍 Nessun sito né percorso commerciale in italiano. L’indirizzo getmaintainx.com/it restituisce 404, il selettore di lingua offre solo inglese, spagnolo, francese e portoghese, il telefono è statunitense e nessun partner italiano è elencato. Anche la documentazione di supporto è solo in inglese.
💵 Listino esclusivamente in dollari, senza griglia in euro né selettore di valuta.
📵 La modalità offline arriva solo con Premium, a 65 $ per utente al mese. Per una squadra sul campo l’offline non è un’opzione: è il prodotto.
🔒 Il piano gratuito è più stretto di quanto sembri: due ordini ricorrenti attivi e due ordini con procedura. Si esaurisce in una settimana di uso reale.
🏢 Multi-sito, SSO, IoT e conteggi ciclici richiedono Enterprise, su preventivo.
🔄 Cambio di proprietà recente: l’editore è passato ad Autodesk ad agosto 2026, senza impegni pubblici su listino e autonomia del prodotto. È una domanda legittima da mettere per iscritto in trattativa.
A chi serve? Alle squadre che hanno già fallito un’adozione con un CMMS tradizionale e vogliono rimettere al centro i tecnici, le procedure e il dato raccolto sul campo — accettando che il rapporto commerciale si svolgerà in inglese.
9. IBM Maximo Application Suite — il peso massimo
Panoramica
IBM Maximo è il riferimento per i patrimoni di asset molto grandi: utility, ferrovie, energia, difesa, infrastrutture pubbliche. Nulla, in questo comparativo, gestisce asset lineari, monitoraggio delle condizioni, manutenzione predittiva e integrazione d’impresa alla stessa profondità. La pagina prodotto è in italiano, l’interfaccia anche, e in Italia esiste un ecosistema consolidato di partner integratori.
È anche, di gran lunga, il più pesante da mettere in opera e il più difficile da preventivare. Il modello a AppPoints pubblica quantità di partenza — Essentials da 150 AppPoints per la manutenzione, 175 per l’Inspection, 300 per Standard — ma nessuna tariffa unitaria in euro o in dollari. Il primo budget, quindi, è una stima al buio finché non arriva un preventivo.
Punti di forza
🏗️ Profondità funzionale ineguagliata su ciclo di vita dell’asset, affidabilità, monitoraggio e manutenzione predittiva.
🇮🇹 Pagina prodotto e interfaccia in italiano, con un ecosistema di partner integratori radicato in Italia.
🔌 Progettato per l’integrazione d’impresa: ERP, GIS, IoT, storici di processo.
🛡️ Credibile per infrastrutture regolamentate e critiche per la sicurezza, dove la longevità del fornitore non è una domanda da porsi.
Limiti
📚 Curva di apprendimento ripida: servono formazione estesa ed esperienza reale, non un pomeriggio di affiancamento.
💸 Il modello ad AppPoints non pubblica alcuna tariffa unitaria: si può conoscere la quantità di partenza, non il costo.
🐌 Prestazioni lente e interfaccia sovraccarica rispetto ai prodotti cloud recenti.
🧾 Realisticamente richiede un partner integratore: il costo del progetto supera quello delle licenze, e va messo a budget dal primo giorno.
A chi serve? Alle organizzazioni il cui parco asset è il mestiere, e che hanno già una funzione IT interna in grado di sostenerlo. In quel caso non è un acquisto software: è un programma.
10. Octave Attune EAM — l’EAM che ha cambiato nome due volte
Panoramica
Questo è il prodotto che per anni si è chiamato Infor EAM. Hexagon ne ha rilevato l’attività il 1° ottobre 2021 e lo ha rinominato HxGN EAM. Quando Hexagon ha scorporato le proprie divisioni software nella società indipendente Octave, con distribuzione completata il 28 maggio 2026, il prodotto è diventato Octave Attune EAM. La pagina italiana lo dice esplicitamente: « Precedentemente HxGN EAM ».
Vale la pena segnalarlo perché chi legge ancora « Infor EAM » in un comparativo sta guardando due rinomine indietro — ed è una cosa che capita spesso, anche su siti aggiornati di recente.
Funzionalmente resta un EAM serio: gestione asset, ordini di lavoro, manutenzione preventiva e su affidabilità, magazzino, richieste, offerte e ordini di acquisto, mobilità, digital twin e IoT, multi-sito dalla singola sede a decine di stabilimenti. La pagina prodotto è disponibile in italiano.
Commercialmente è opaco quanto Maximo: nessun prezzo, nessuna prova.
Punti di forza
🏭 Copertura EAM completa: ciclo di vita, affidabilità, magazzino, richieste e ordini di acquisto, digital twin e IoT.
🇮🇹 Pagina prodotto in italiano, con la menzione esplicita « Precedentemente HxGN EAM » che toglie ogni ambiguità sul lignaggio.
🏢 Multi-sito nativo, dalla singola sede a decine di stabilimenti.
🤖 Assistenza IA integrata nei flussi di manutenzione.
Limiti
🔄 Due cambi di proprietà in cinque anni — Infor, poi Hexagon nel 2021, poi Octave nel maggio 2026. È un rischio di continuità documentabile, da mettere sul tavolo in una gara insieme alla clausola di reversibilità.
💸 Nessun prezzo pubblico e nessuna prova, né sulla pagina inglese né su quella italiana.
📵 Modalità offline non dichiarata esplicitamente; API e SSO solo sottintesi.
🇮🇹 Nessun ufficio, telefono o partner italiano identificabile sul sito dell’editore, nonostante la pagina tradotta.
A chi serve? All’industria pesante, alle utility e ai patrimoni multi-stabilimento che valutano un EAM e vogliono un’alternativa reale a Maximo — con la clausola di continuità scritta nel contratto.
11. GearTracker — il complemento, non il sostituto
Panoramica
GearTrackernon è un software di manutenzione, e questo comparativo lo classifica di conseguenza. Non ha ordini di lavoro programmati, non ha magazzino ricambi, non ha ciclo di acquisto.
Quello che copre è la fetta che quasi tutti i CMMS trattano male: la vita individuale di un’attrezzatura regolamentata. Ispezioni, riparazioni, a chi è assegnata, e se quella persona è ancora abilitata a usarla. Catalogo produttori precompilato (Petzl, Beal, Tractel, Edelrid, 3M), lettura NFC e codici a barre, avvisi di scadenza automatici, storico completo con foto e manuali.
Il modello di prezzo ribalta l’economia della categoria: si paga per attrezzatura, non per utente. Gratuito fino a 100 attrezzature; poi 0,85 € per attrezzatura all’anno fino a 1.000 pezzi, con scaglioni decrescenti — 0,75 € oltre 1.250, 0,65 € oltre 6.000, 0,60 € oltre 11.000. Utenti illimitati su tutti i piani, gratuito compreso. Cento preposti costano quanto uno.
Un parco di 400 imbracature, caschi e dispositivi anticaduta costa quindi 340 € all’anno, con tutta la squadra che vi accede. È un ordine di grandezza diverso da qualunque altra riga di questa pagina, e serve a un problema diverso.
Punti di forza
🆓 Piano gratuito permanente fino a 100 attrezzature, con utenti illimitati su ogni piano, gratuito incluso.
💶 Prezzo per attrezzatura e non per utente: cento tecnici costano quanto uno.
📱 Catalogo produttori precompilato, lettura NFC e codici a barre, avvisi di scadenza automatici, app Android e iOS, interfaccia in italiano.
👤 L’unico strumento del panel che colleghi in un’unica scheda attrezzatura, assegnazione, formazione e abilitazione della persona.
Limiti
🚫 Non sostituisce un software di manutenzione: nessun ordine di lavoro programmato, nessun magazzino ricambi, nessun ciclo di acquisto. Se cercate un CMMS, non è questo.
🗣️ Il supporto telefonico è dichiarato solo in inglese e francese, e solo sul piano Custom. Il piano PRO ha esclusivamente supporto via email. Per un’organizzazione italiana che vuole una voce al telefono in italiano, è un limite concreto.
📜 Il sito italiano non cita mai il D.Lgs 81/2008 né la sequenza prima verifica INAIL / verifiche successive ASL. Lo strumento traccia le scadenze che gli impostate: non conosce le periodicità dell’Allegato VII e non le applicherà al posto vostro.
💳 Il piano PRO si paga solo con carta di credito. Bonifico, fattura differita e condizioni personalizzate esistono solo sul piano Custom — un attrito reale per un ufficio acquisti italiano abituato a pagare a 60 giorni.
🔐 SSO e importazione assistita del parco sono riservati al piano Custom.
📊 La griglia degressiva non è pubblicata. La pagina tariffe mostra la tariffa unitaria di partenza, ma per sapere quanto costa il proprio parco bisogna muovere un cursore: non esiste un listino statico da allegare a una richiesta d’acquisto, e gli scaglioni successivi (0,75 €, 0,65 €, 0,60 €) non compaiono da nessuna parte in forma di tabella.
🏢 Editore piccolo e recente rispetto a Rockwell, IBM, Zucchetti o Impresoft: in una valutazione fornitori la domanda sulla continuità è legittima.
La nostra metodologia: sette criteri, fatti verificabili, punteggi editoriali
Ogni prodotto è valutato su dieci lungo sette criteri. I profili non cambiano i punteggi: cambiano solo quanto ciascun criterio pesa.
Copertura manutentiva — anagrafica asset, richieste, ordini di lavoro, manutenzione preventiva e su condizione, contratti, risorse, costi.
Usabilità e adozione — tempo per diventare produttivi, e se il reparto inserisce davvero i dati.
Prezzo e trasparenza — livello di prezzo, listino pubblicato, prova autonoma, visibilità sul costo totale.
Mobile e pianificazione — app, offline, scansione, pianificazione, assegnazione.
Ricambi e acquisti — magazzino, inventari, scorte minime, fornitori, ordini d’acquisto, imputazione dei costi.
Dati e integrazioni — KPI, reportistica, multi-sito, API, ERP/MES/IoT, business intelligence, governance.
Avviamento e supporto — migrazione dati, onboarding, documentazione, tempo di messa a regime, supporto in italiano.
Come sono costruiti i punteggi. Abbiamo prima verificato la presenza delle funzionalità sulle pagine ufficiali di prodotto e di listino. Abbiamo poi penalizzato i limiti di piano, le funzionalità disponibili solo come opzione a pagamento e l’assenza di un prezzo pubblicato. In un panel dove sette prodotti su undici non espongono alcuna cifra, la trasparenza è un criterio d’acquisto, non un dettaglio di forma.
Non usiamo alcun punteggio di recensioni online. Il numero di recensioni misura da quanto tempo un editore vende molto più di quanto misuri la qualità del prodotto, e penalizza sistematicamente gli strumenti recenti — diversi dei quali oggi battono editori sul mercato da vent’anni.
I punteggi per criterio restano un giudizio editoriale, perché nessuno standard pubblico converte una lista di funzioni in un numero su dieci. Sono mostrati e ripesabili proprio perché possiate non essere d’accordo con il nostro ordine usando le vostre priorità. Le funzionalità e i prezzi, invece, sono legati alle fonti qui sotto.
Il numero di clienti, i tempi di implementazione e i guadagni di produttività sono dichiarazioni degli editori e non sono stati verificati da noi.
I prezzi sono riportati nella valuta pubblicata dall’editore. Non convertiamo: cambi e imposte si muovono, e una conversione invecchia più in fretta della pagina.
« Demo gratuita » non è « prova gratuita ». Il nostro filtro accetta solo piani gratuiti e prove che si possano avviare senza passare da un commerciale.
I listini a preventivo variano moltissimo in funzione del mix di ruoli, delle sedi, del numero di asset, delle interfacce, della migrazione dati, dello SLA e della durata contrattuale.
Non abbiamo inventato prezzi per i prodotti a preventivo, e abbiamo scartato i listini più vecchi ogni volta che una pagina ufficiale aggiornata li sostituiva.
Due prodotti del panel hanno cambiato proprietà di recente (MaintainX ad agosto 2026, Attune EAM a maggio 2026). Le condizioni commerciali possono muoversi più in fretta della nostra prossima revisione.
💵 Quanto costa davvero un software di manutenzione
Il prezzo per utente è una riga del totale. Per confrontare due offerte, modellate tre anni su sei voci:
Abbonamento o licenza — amministratori, pianificatori, tecnici, richiedenti, appaltatori, accesso mobile, sedi, ambienti di collaudo.
Avviamento — analisi, configurazione, importazione, bonifica e arricchimento dell’anagrafica asset. È la voce che le offerte italiane tengono più volentieri fuori dal listino.
Gestione del cambiamento — formazione iniziale, referenti di reparto, e il tempo degli utenti, che è un costo anche se nessuno lo fattura.
Esercizio — supporto, manutenzione delle interfacce, amministrazione funzionale, qualità del dato.
Uscita — esportazione completa, formato degli allegati, reversibilità, assistenza alla migrazione.
Un esempio concreto, a parità di sei licenze operative:
mainsim Cloud: 6 × 89,90 € = 539,40 € al mese, più l’avviamento una tantum, non quantificato sul sito.
Fiix Professional: 6 × 75 $ = 450 $ al mese, in dollari.
MaintainX Premium con fatturazione annuale: 6 × 65 $ = 390 $ al mese, in dollari, offline incluso.
MaintainX Essential: 6 × 20 $ = 120 $ al mese, ma senza offline, che richiede Premium.
Questi numeri non sono intercambiabili, perché i diritti e le funzionalità incluse differiscono. mainsim include richiedenti e asset illimitati; Fiix Basic è mono-sito; MaintainX Essential non lavora offline. Chiedete sempre preventivi sulla stessa matrice di ruoli e sullo stesso perimetro funzionale, altrimenti state confrontando prodotti diversi con lo stesso nome.
E una nota che vale solo in Italia: se contate di far rientrare l’investimento nell’iperammortamento, la modalità abbonamento è esclusa in partenza. La domanda va posta al fornitore prima della trattativa, non dopo.
🧪 Come impostare un pilota che una demo non può falsificare
Una demo mostra il prodotto che funziona in un ambiente perfetto. Un pilota utile parte dai vostri dati e dalle vostre irritazioni quotidiane:
Importate da 50 a 100 asset reali, con gerarchia, criticità, documenti e contatori. Non asset finti: i vostri, con i nomi sbagliati che avete davvero in anagrafica.
Create una preventiva a calendario e una a contatore; verificate rinvii, conflitti e avvisi.
Simulate una rottura di stock e un ordine di acquisto.
Caricate un verbale di verifica periodica su un’attrezzatura dell’Allegato VII e provate a ritrovarlo in trenta secondi, come farebbe un ispettore.
Coinvolgete tecnici, richiedenti e pianificatori veri, non solo il gruppo di progetto.
Esportate i vostri dati e gli allegati per testare la reversibilità prima di dipenderne.
Misurate cinque indicatori prima e dopo: preventive completate nei termini, arretrato, tempo di risposta, qualità della compilazione degli ordini, accuratezza di magazzino.
Il pilota migliore non è quello in cui funziona tutto. È quello che fa emergere i compromessi del prodotto prima della firma.
🤔 Otto domande da porsi prima di scegliere
Quale problema viene per primo? Guasti, preventiva, ricambi, conformità, appaltatori o costi. Senza una priorità, la lista dei requisiti diventa infinita e il progetto non chiude mai.
Chi inserisce che cosa? Se il tecnico non chiude gli ordini di lavoro e non registra i ricambi consumati, ogni KPI che costruirete sarà sbagliato.
L’offline è vero? Provate creazione, modifica, foto, ricambi e sincronizzazione in modalità aereo. Verificate quale piano lo include, e che cosa succede se ci si disconnette prima della sincronizzazione.
Quali ruoli vengono fatturati? Richiedente, appaltatore e tecnico hanno bisogni diversi. Rifiutate un preventivo senza una matrice dei diritti.
Che cosa significa davvero « API disponibile »? Può voler dire un modulo Enterprise, una quota di chiamate, o un progetto di integrazione a pagamento.
Cloud o on-premise? Il cloud semplifica l’esercizio; la licenza on-premise risponde a vincoli industriali specifici, sposta la manutenzione tecnica su di voi ed è l’unica via compatibile con l’iperammortamento.
Il fornitore capisce l’Allegato VII? Chiedete come si registra la prima verifica INAIL, come si tracciano le successive ASL e come si produce lo storico a tre anni del comma 9. La risposta separa i fornitori italiani dagli altri più di qualunque scheda tecnica.
Come vi riprendete i dati? Pretendete formati, allegati, storico, frequenza di esportazione e assistenza all’uscita scritti nel contratto, non promessi a voce.
Altri prodotti credibili che non abbiamo classificato
Questo comparativo non pretende di coprire ogni caso. A seconda del settore e della dimensione, valutate anche:
SAP (Field Service and Asset Management, Asset Performance Management) e IFS Cloud per i patrimoni molto grandi e i sistemi informativi complessi. Nessuno dei due pubblica un prezzo. La gamma SAP è stata riorganizzata di recente e il nome commerciale corretto per il 2026 va verificato direttamente con l’editore.
Limble e UpKeep fra i CMMS cloud statunitensi di fascia media. Entrambi dichiarano un’interfaccia in italiano, ma nessuno dei due ha un sito o una struttura commerciale in Italia. Limble ha inoltre smesso di pubblicare i prezzi e ha rimosso la prova gratuita: il « calcolatore di prezzo » è un modulo di contatto in tre pagine.
ManWinWin, portoghese, con un listino pubblico raro (edizione Express gratuita, Start a 599 € di licenza a vita, Professional a 39 € per utente al mese) — ma l’Italia non compare fra i territori dei suoi partner e l’editore non nomina mai l’italiano fra le lingue dell’interfaccia.
Infraspeak, portoghese, molto forte sul coordinamento fra committente, squadre e appaltatori, ma senza prezzo pubblico, senza prova e senza versione italiana.
Sintesi Software t/tools (Vercelli) e Dimasi Software (Graffignana), due editori italiani reali e longevi, il secondo verticale sugli impianti termici e l’automotive, entrambi senza prezzo né prova.
TeamSystem, che offre almeno tre prodotti diversi utilizzabili per la manutenzione (TS Asset Management, BPM Service, il modulo Qualità di TS Enterprise), con un posizionamento più edilizio e di facility che industriale.
Non li abbiamo classificati perché non abbiamo verificato listini, limiti di piano e adattamento al mercato italiano con lo stesso metro. La loro assenza dalla classifica non è un giudizio di qualità.
Vanno invece esclusi dalla ricerca due nomi che circolano ancora nelle liste di « software di manutenzione italiani » e che non lo sono: Movicon di Progea, oggi un marchio SCADA/HMI di Emerson, e Miraitek, spin-off del Politecnico di Milano che vende monitoraggio della produzione e consulenza, non un CMMS.
❓ Domande frequenti
Un software di manutenzione è obbligatorio per legge?
No. Nessuna norma italiana impone di acquistare un software. Quello che il D.Lgs 81/2008 impone è di mantenere le attrezzature in condizioni di sicurezza, di eseguire i controlli previsti dall’articolo 71 e di conservare per iscritto i risultati degli ultimi tre anni a disposizione degli organi di vigilanza. Un software è il modo più semplice di produrre quella prova; non è di per sé una prova di conformità.
Che differenza c’è fra CMMS, SIM e EAM?
SIM, Sistema Informativo di Manutenzione, è il termine della norma italiana UNI 10584:1997, e comprende procedure e organizzazione oltre agli strumenti. CMMS è la sua versione informatizzata, quella che si compra. EAM, Enterprise Asset Management, allarga il perimetro all’intero ciclo di vita del bene: investimenti, contratti, approvvigionamento, asset lineari, integrazione d’impresa.
Esiste un software di manutenzione davvero gratuito?
Sì, con limiti precisi. Fiix Free include asset, ordini di lavoro, magazzino, modalità offline e 25 attività preventive attive, senza scadenza e senza carta di credito. MaintainX Basic dà ordini di lavoro illimitati ma solo due ordini ricorrenti attivi e due con procedura allegata. GearTracker è gratuito fino a 100 attrezzature con utenti illimitati, ma non è un CMMS. Fra gli editori italiani del panel, nessuno offre un piano gratuito o una prova autonoma.
Qual è il miglior software di manutenzione per una PMI italiana?
Dipende da che cosa vi manca. Se vi manca un fornitore che capisca la normativa italiana e siete disposti a pagarne il prezzo, mainsim. Se vi manca un budget e volete provare prima di chiedere soldi, Fiix Free, accettando che la trattativa si svolgerà in dollari. Se vi manca un piano di manutenzione prima ancora di un software, Exolvia. Se vi mancano tecnici che compilino gli ordini di lavoro, MaintainX, accettando che il sito e il supporto siano in inglese.
Qual è il miglior software per un gruppo industriale multi-stabilimento?
IBM Maximo resta il più profondo su ciclo di vita, asset lineari, monitoraggio delle condizioni e integrazione d’impresa. Octave Attune EAM è l’alternativa reale, con la riserva sui due cambi di proprietà in cinque anni. Coswin 8i è il compromesso quando serve profondità funzionale con una struttura di supporto fisicamente in Italia. La decisione si gioca quasi sempre sull’integrazione ERP, sulla governance multi-sito e sulla migrazione dei dati, non sulle funzionalità.
Un software di manutenzione gestisce le verifiche periodiche dell’Allegato VII?
Registra le scadenze, allega i verbali e avvisa prima della data. Non esegue la verifica, che resta di competenza di INAIL per la prima e della ASL o di un soggetto abilitato per le successive, e non conosce automaticamente le periodicità dell’Allegato VII: quelle vanno configurate. Attenzione a chi ve lo racconta diversamente. Il tema è trattato per esteso nel comparativo dei software per le verifiche periodiche.
Un software di manutenzione può gestire i DPI?
Può tenerli come asset o come articoli di magazzino. Raramente gestisce bene l’assegnazione individuale, lo storico ispettivo per singolo pezzo, i modelli dei fabbricanti e le abilitazioni di chi li indossa. Per quel perimetro uno strumento specializzato come GearTracker affianca il software di manutenzione invece di sostituirlo. Si veda anche il comparativo dei software di gestione attrezzature.
Posso portare in iperammortamento l’acquisto di un software di manutenzione?
Solo a condizioni precise, e non in abbonamento. La Legge di Bilancio 2026 agevola i beni immateriali dell’Allegato V, purché interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura, con interconnessione effettiva alla data di completamento dell’investimento e perizia asseverata obbligatoria a prescindere dall’importo. I canoni in abbonamento restano esclusi. In pratica, solo una licenza perpetua capitalizzata può rientrare. Verificatelo con il vostro consulente fiscale prima di scegliere la modalità di acquisto.
🚀 Conclusione
Per la maggior parte delle aziende italiane di taglia media, mainsim è il punto di partenza ragionevole: è l’unico prodotto del panel che parli la lingua della normativa italiana sulle proprie pagine, pubblica un prezzo, e non vi farà spiegare che cos’è una verifica periodica. Il suo costo per licenza è il più alto del comparativo, e va confrontato con quello che vi risparmia in traduzione, adattamento e supporto.
Per un sito industriale che vuole un listino leggibile e la prospettiva di collegare la manutenzione all’automazione, Fiix è la scelta più equilibrata: è l’unico prodotto internazionale del panel con italiano su web, mobile e portale richieste, e con una pagina italiana sul sito Rockwell. Se la profondità funzionale conta più della trasparenza sul prezzo, Coswin 8i è il più completo del panel dopo i due EAM, con una struttura italiana consolidata.
Per un patrimonio di asset molto grande, IBM Maximo resta il riferimento e Octave Attune EAM l’alternativa credibile: in entrambi i casi la decisione è un programma aziendale, non un acquisto software. Per il facility management multi-sede, Logica® Facility è il candidato italiano con il modello di coordinamento più maturo. Per chi è già cliente Zucchetti, ZMaintenance vale la valutazione per la sola integrazione nativa.
E se il vostro problema reale è la conformità delle attrezzature e delle abilitazioni più che la gestione degli ordini di lavoro, non sovradimensionate: GearTracker risponde a quella esigenza in modo più preciso e a un ordine di grandezza di costo diverso, e si affianca a qualunque prodotto qui sopra.
La scelta giusta non esce da un podio fisso. Usate la classifica interattiva con le vostre priorità, poi fate passare i due finalisti dallo stesso pilota, con i vostri asset, i vostri tecnici e i vostri scenari. Compreso quello in cui arriva un ispettore e chiede il verbale di tre anni fa.