🏗️ Guida 2026:
qual è il miglior software per le verifiche periodiche?

Aggiornato al 19 agosto 2026 — prezzi e funzionalità controllati sulle pagine ufficiali degli editori; ogni periodicità qui sotto è ripresa dal testo consolidato della norma che la fissa.

✅ Perché è più difficile di quanto sembri

Sulla carta la verifica periodica è un problema di calendario. Nella realtà è un problema di prova: il giorno in cui un ispettore, un’assicurazione o un magistrato lo chiede, riesci a dimostrare che quella specifica attrezzatura è stata controllata da una persona identificata, contro criteri definiti, entro una data definita, e che a quanto è emerso è seguito qualcosa?

Un foglio di calcolo risponde a questa domanda per venti attrezzature. Smette di rispondere a duecento, e non ha mai risposto per le attrezzature che si spostano fra i cantieri, che vengono assegnate a persone diverse o che tornano da una riparazione.

Ma prima di confrontare i software c’è una distinzione che quasi tutte le guide all’acquisto sbagliano, e che cambia ciò che al software devi chiedere.


⚖️ Obbligo di legge, norma UNI o istruzione del fabbricante?

In Italia tre cose diverse vengono chiamate «obbligatorie», e non sono ugualmente esigibili.

1. L’obbligo di legge con periodicità fissata. È il regime dell’art. 71 comma 11 del D.Lgs 81/2008: «il datore di lavoro sottopone le attrezzature di lavoro riportate nell’allegato VII a verifiche periodiche volte a valutarne l’effettivo stato di conservazione e di efficienza ai fini di sicurezza». L’elenco delle attrezzature e le cadenze — annuale, biennale, triennale — stanno nell’Allegato VII, e le modalità di esecuzione nel D.M. 11 aprile 2011. Accanto a questo ci sono altri regimi di legge autonomi: il D.P.R. 462/2001 per gli impianti di messa a terra, l’Allegato VI punto 3.1.2 per il controllo trimestrale di funi e catene.

2. La norma tecnica. UNI 9994-1 per gli estintori, UNI EN 15635 per le scaffalature, UNI EN 365 per i DPI anticaduta. Di per sé non sono cogenti. Diventano esigibili attraverso l’art. 71 comma 8, che impone i controlli «secondo le indicazioni fornite dai fabbricanti ovvero, in assenza di queste, dalle pertinenti norme tecniche o dalle buone prassi o da linee guida». L’obbligo esiste; il numero lo scrive la norma tecnica, non il legislatore.

3. L’istruzione del fabbricante. Vincolante perché l’attrezzatura va usata conformemente alle istruzioni d’uso (art. 71 comma 4) e perché per i DPI la nota informativa del fabbricante è richiamata dall’art. 75 e dall’Allegato VIII. È il caso della revisione dei DPI anticaduta e degli intervalli di assistenza degli autorespiratori.

La confusione vive tutta nella seconda e nella terza categoria. Metà dei fornitori di questo mercato ti dirà che il carrello elevatore ha una verifica periodica annuale obbligatoria per legge. Non ce l’ha. Il carrello frontale controbilanciato non compare nell’Allegato VII. Il carrello semovente a braccio telescopico sì, con verifica annuale — sono due macchine diverse e due regimi diversi, e chi le confonde non è una fonte affidabile.

Allo stesso modo, i DPI anticaduta di III categoria non sono nell’Allegato VII. La revisione a dodici mesi che tutta l’industria applica viene dalla UNI EN 365 e dalla nota informativa del fabbricante. È esattamente lo stesso controllo che in Francia è imposto da un arrêté ministeriale: pratica identica, fondamento giuridico diverso, e la differenza conta quando devi decidere quanta prova conservare e chi può firmarla.


🔴 La novità del 2026 che ha rotto tutti gli scadenzari: le PLE

Se hai costruito il tuo scadenzario prima di aprile 2026, contiene un errore.

L’art. 12 della Legge 11 marzo 2026 n. 34, la legge annuale sulle piccole e medie imprese, ha inserito nell’Allegato VII una riga nuova, subito dopo quella dei ponti mobili sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato:

«Piattaforme di lavoro mobili elevabili e piattaforme di lavoro fuori strada per operazioni in frutteto — Verifica triennale»

Fino al 6 aprile 2026 le PLE erano verificate ogni anno, perché venivano ricondotte proprio alla voce dei ponti mobili sviluppabili su carro motorizzato. Dal 7 aprile 2026 sono individuate espressamente e la periodicità passa a tre anni. L’Ispettorato nazionale del lavoro ha diffuso le prime indicazioni operative con la Nota n. 780 del 15 aprile 2026, acquisito il parere dell’Ufficio legislativo del Ministero del lavoro.

Tre cose da fare subito, e una da non fare.

Da fare. Aggiornare lo scadenzario. Rileggere i verbali in scadenza. Verificare che il soggetto abilitato con cui lavori applichi la voce corretta.

Da non fare. Applicare automaticamente la periodicità triennale a tutto ciò che in azienda viene chiamato «piattaforma». Conta come la macchina è identificata nella documentazione del fabbricante e a quale voce dell’Allegato VII corrisponde. Gru, scale aeree ad inclinazione variabile e carrelli semoventi a braccio telescopico restano annuali. E la nuova cadenza non è retroattiva: vale dalle verifiche successive all’entrata in vigore.

Questa modifica è anche un buon test per il software che stai valutando. Un prodotto che tratta la periodicità come un numero scritto a mano su ogni scheda ti costringe a rifare il lavoro attrezzatura per attrezzatura. Un prodotto che tratta la periodicità come una regola applicata a una categoria te la fa cambiare in un punto solo.


🔍 Chi deve verificare che cosa, e ogni quanto

Cerca per tipo di attrezzatura, oppure filtra per famiglia. Inserisci la data dell’ultima verifica e lo strumento calcola la scadenza successiva dove esiste una periodicità fissa. Apri una scheda per il riferimento normativo, chi può eseguire la verifica e le trappole.

Il badge giallo segnala un obbligo di legge; il badge grigio una norma UNI o un’istruzione del fabbricante.

28 tipi di attrezzatura — clicca per il riferimento normativo e le particolarità. Le periodicità indicate sono i massimi di legge: verificare più spesso è sempre possibile, e in alcuni casi obbligatorio.

Quattro cose da portarsi via da quella tabella. Primo, la periodicità degli apparecchi di sollevamento cambia da sola con il tempo: un apparecchio fisso a uso regolare passa da triennale a biennale quando supera i dieci anni dall’anno di fabbricazione, e uno mobile da biennale ad annuale. Nessun promemoria fisso lo intercetta. Secondo, il controllo trimestrale di funi e catene dell’Allegato VI punto 3.1.2 è l’obbligo più frequente e il più dimenticato: fra due verifiche biennali di un carroponte ci stanno otto controlli trimestrali, e riguarda anche il paranco d’officina e la catena del muletto. Terzo, gli accessori di sollevamento — brache, grilli, bilancini — non hanno in Italia alcuna periodicità di legge: si segue il fabbricante, che quasi sempre dice dodici mesi. Quarto, la messa a terra a cinque anni è la scadenza che sfugge più spesso, perché nel frattempo cambiano il responsabile della sicurezza e il software.


🧭 Due mercati che non si parlano

Nel confronto qui sotto trovi due famiglie di prodotto che in Italia coesistono senza incontrarsi quasi mai.

I gestionali HSE italiani — Blumatica SHEQ, Sicurweb, AimSafe, Sikuro — conoscono il D.Lgs 81/08 per costruzione. Sanno che cos’è l’art. 71 comma 11, distinguono un impianto di messa a terra da un’attrezzatura a pressione, e calcolano la scadenza successiva a partire dall’ultimo intervento registrato. Il loro limite è che l’attrezzatura resta una riga di scadenzario: non ha un catalogo di modelli, non ha una durata di vita, non ha uno stato di fuori servizio, e quasi nessuno di loro si porta in campo con il telefono in mano davanti all’imbracatura.

I prodotti verticali di ispezione — GearTracker, Papertrail, Onix Work, Mitti — trattano l’attrezzatura come un oggetto vivo, con una storia, uno stato e una scadenza propria, e sono nati per essere usati sul campo. Il loro limite è simmetrico: non conoscono l’Allegato VII. Nessuno di loro arriva con le periodicità italiane precaricate.

Quasi tutte le decisioni sbagliate in questo mercato nascono dal comprare un prodotto della prima famiglia sperando che faccia il lavoro della seconda, o viceversa. Scegli il caso d’uso qui sotto e la classifica si riordina di conseguenza.

Il tuo profilo:
Il tuo utilizzo:

9 soluzioni classificate secondo le tue priorità — i punteggi per criterio sono spiegati nella metodologia a fine pagina.

La licenza si conta sulle attrezzature, non sulle persone, e questo ribalta l'aritmetica dell'intera categoria: dare un accesso a ogni preposto, a ogni magazziniere e a ogni utilizzatore non costa nulla. Copre l'intera catena — archivio, scadenzario, checklist configurabili, durata di vita, fuori servizio, riparazioni, assegnazione — sul parco proprio o su quello dei clienti, ed è l'unico del panel che lega il dispositivo alla persona e alle abilitazioni di quella persona.

Copertura delle verifiche8,5
Facilità d'uso e adozione9,0
Prezzo e trasparenza9,8
Mobile e rilievo sul campo8,5
Qualità della prova documentale7,0
Report e avvisi7,0
Avviamento e supporto8,5

Punti di forza

  • Piano gratuito permanente fino a 100 attrezzature, e utenti illimitati su ogni piano, gratuito compreso: è l'unico prodotto qui in cui armare tutta la forza lavoro di account non ha un costo
  • €0,85 per attrezzatura all'anno, con tariffa degressiva dichiarata sul sito: su un parco grande e una squadra grande insieme, nessun altro prodotto di questo panel si avvicina
  • Catalogo fabbricanti precaricato con migliaia di riferimenti sui principali marchi di DPI e sollevamento — Petzl, Beal, 3M, Edelrid e altri — che compila la scheda dell'attrezzatura al posto tuo
  • Lega l'attrezzatura alla persona e alle formazioni di quella persona: l'abilitazione scaduta è visibile accanto all'imbracatura a cui si riferisce, il che è esattamente l'accoppiata che l'art. 77 chiede sui DPI di III categoria
  • Durata di vita, fuori servizio e riparazione sono stati veri dell'attrezzatura, non note in campo libero
  • Checklist illimitate, ciascuna agganciata all'attrezzatura a cui si applica e compilata durante l'ispezione
  • Scansione NFC e codice a barre, multi-scan per avviare in blocco ispezioni e assegnazioni
  • Ricerca, ordinamento e filtri elaborati lato server: la lista resta utilizzabile con decine di migliaia di attrezzature
  • Clienti e relativi parchi gestiti centralmente: una società di servizi tiene più committenti in un solo spazio di lavoro
  • Interfaccia e applicazione in italiano

Punti deboli

  • ⚠️ Il motore delle checklist c'è, ma le checklist le scrivi tu: Papertrail consegna i punti di controllo già associati a ciascun modello di fabbricante, ed è un progetto di configurazione che lì non devi affrontare
  • ⚠️ Nessuno scadenzario precaricato sull'Allegato VII: le periodicità italiane — e soprattutto le regole che cambiano da sole, come il passaggio da biennale ad annuale ai dieci anni di età dell'apparecchio — vanno impostate a mano, mentre Blumatica SHEQ e Sicurweb arrivano già ragionando in termini di art. 71 comma 11
  • ⚠️ Non produce il verbale di verifica periodica nella forma attesa da INAIL, ASL o soggetto abilitato: il documento di legge resta quello del verificatore abilitato. GearTracker ne conserva la traccia e la scadenza, non lo sostituisce
  • ⚠️ Nessun modulo di manutenzione programmata né di ordini di lavoro
  • ⚠️ Il supporto telefonico è dichiarato in inglese e francese, non in italiano: sul piano Custom si legge «Supporto telefonico (EN e FR)»
  • ⚠️ Il piano gratuito limita le formazioni attive a dieci
Prezzi
Gratuito a vita fino a 100 attrezzature; €0,85 per attrezzatura all'anno fino a 1 000 pezzi, poi tariffa degressiva fino a €0,60 a 20 000; oltre, piano Custom. Utenti illimitati su tutti i piani, incluso il gratuito
Prova / demo
Prova o demo libera
Fornitore
GearTracker (Francia)
Archivio attrezzature e DPIIspezioni e avvisi di scadenzaRiparazioni e fuori servizioAssegnazioni ai lavoratoriFormazioni e abilitazioniChecklist personalizzateNFC e codici a barreReport PDF di conformità
Vai al sito di GearTracker →

📊 In sintesi

ProdottoPer chiPrezzo verificatoProvaOrigine
GearTrackerGestori di parco + verificatoriGratis ≤ 100 attrezzature, poi €0,85/attrezzatura/anno🇫🇷 Francia
PapertrailGestori di parco + verificatori£35–£60/utente/mese🇬🇧 Regno Unito
Blumatica SHEQGestori di parcoSu preventivo🇮🇹 Italia
SicurwebGestori di parcoSu preventivo❌ Demo🇮🇹 Italia
AimSafeGestori di parcoCanone annuo, listino dopo registrazione🇮🇹 Italia
Onix WorkGestori di parco + organismi di ispezioneDa 158 €/mese, fatturazione annuale🇳🇴 Norvegia
Mitti (ex SafetyCulture)Gestori di parco + verificatoriGratis ≤ 10 utenti; 24 $/postazione/mese🇦🇺 Australia
SikuroImprese multi-cantiereDa 200 €/anno🇮🇹 Italia
MainsimManutenzione e facility89,90 €/utente/mese❌ Demo🇮🇹 Italia

1. GearTracker — l’aritmetica per attrezzatura

Panoramica

GearTracker conta la licenza sulle attrezzature e non sulle persone: gratuito a vita fino a 100 attrezzature, poi €0,85 per attrezzatura all’anno con tariffa degressiva dichiarata sul sito — €0,75 oltre le mille, €0,65 oltre le cinquemila, €0,60 fino al tetto di 20 000 — e utenti illimitati su ogni piano, gratuito compreso.

Questo ribalta l’aritmetica dell’intera categoria. In tutti gli altri prodotti di questo confronto, dare un accesso al preposto di reparto, al magazziniere e ai quaranta operai che indossano l’imbracatura è una decisione di budget. Qui non è una decisione: è incluso.

Sul piano funzionale copre la catena per intero — archivio, scadenzario, checklist configurabili, durata di vita, fuori servizio, riparazioni, assegnazione, report PDF — sul parco proprio o su quello dei clienti, che si gestiscono centralmente in un unico spazio di lavoro. La caratteristica che non ha nessun altro qui è il legame fra l’attrezzatura, la persona a cui è assegnata e le formazioni e abilitazioni di quella persona: l’addestramento scaduto sui DPI di III categoria è visibile accanto all’imbracatura a cui si riferisce, che è esattamente l’accoppiata che chiede l’art. 77.

Il catalogo fabbricanti è precaricato con migliaia di riferimenti sui principali marchi di DPI e sollevamento — Petzl, Beal, 3M, Edelrid — e compila la scheda al posto tuo a partire dal nome del modello. Ricerca, ordinamento e filtri sono elaborati lato server, il che si sente quando il parco supera le diecimila attrezzature.

Punti di forza

  • 🆓 Piano gratuito permanente fino a 100 attrezzature, con utenti illimitati su ogni piano.
  • 💶 €0,85 per attrezzatura all’anno, degressivo: su un parco grande e una squadra grande insieme, nessun altro prodotto di questo panel si avvicina.
  • 👤 Lega l’attrezzatura alla persona e alle sue abilitazioni — nessun altro prodotto di questo confronto lo fa.
  • 📚 Catalogo fabbricanti precaricato, migliaia di riferimenti: costruire l’archivio non è più lento che con Papertrail.
  • Checklist illimitate, ciascuna agganciata all’attrezzatura a cui si applica e compilata durante l’ispezione.
  • ♻️ Durata di vita, fuori servizio e riparazione sono stati veri, non note in campo libero.
  • 📱 NFC e codici a barre, con multi-scan per avviare in blocco ispezioni e assegnazioni.
  • 🤝 Clienti e relativi parchi gestiti centralmente: una società di servizi tiene più committenti in un solo spazio.
  • 🇮🇹 Interfaccia e applicazione in italiano.

Punti deboli

  • 📝 Il motore delle checklist c’è, ma le checklist le scrivi tu. Papertrail consegna i punti di controllo già associati a ciascun modello di fabbricante: è un progetto di configurazione che lì non devi affrontare. Mettilo a budget, perché sulle attrezzature di sollevamento significa trascrivere i punti d’esame famiglia per famiglia.
  • 📅 Nessuno scadenzario precaricato sull’Allegato VII. Le periodicità italiane vanno impostate a mano, comprese quelle che cambiano da sole ai dieci anni di età dell’apparecchio. Blumatica SHEQ e Sicurweb arrivano già ragionando in termini di art. 71 comma 11.
  • 🧾 Non produce il verbale di verifica periodica nella forma attesa da INAIL, ASL o soggetto abilitato. Il documento di legge resta quello del verificatore abilitato: GearTracker ne conserva traccia e scadenza, non lo sostituisce.
  • 🔧 Nessun modulo di manutenzione programmata né di ordini di lavoro.
  • ☎️ Supporto telefonico dichiarato in inglese e francese, non in italiano.
  • 🎓 Il piano gratuito limita a dieci le formazioni attive.

A chi serve? A chi ha un parco grande e una forza lavoro grande insieme, e un budget che non regge una licenza per postazione — e alle società di servizi che seguono i parchi di più clienti, a condizione di accettare di costruirsi le checklist.


2. Papertrail — il più vicino a un prodotto costruito apposta

Panoramica

Papertrail esiste per il controllo periodico dei DPI e delle attrezzature di sollevamento, e si vede. Porta una directory di oltre cento fabbricanti, con directory specializzate già pronte per accesso su fune, autorespiratori, DPI elettrici, attrezzature di salvataggio in acqua e controlli non distruttivi.

Il catalogo fabbricanti non è di per sé ciò che distingue Papertrail — anche GearTracker ne ha uno, di migliaia di riferimenti. Quello che Papertrail aggiunge è lo strato sopra: ogni modello arriva con la propria checklist di ispezione, quindi i criteri non li scrivi tu.

Il listino è pubblicato: Starter a £35 per utente al mese (£33,25 con fatturazione annuale, da un utente), Corporate a £60 (£57 annuale, minimo quattro utenti, accesso a tre moduli), Enterprise su preventivo con directory privata. Prova gratuita su tutti i livelli, senza carta di credito.

Punti di forza

  • 📚 Oltre cento fabbricanti precaricati, ogni modello con i propri punti di controllo: catalogo e checklist arrivano insieme.
  • 💶 Listino pubblicato, in una categoria in cui quasi nessuno pubblica.
  • 🤝 Serve allo stesso modo chi possiede il parco e chi lo verifica per mestiere.
  • 🆓 Prova gratuita su tutti i livelli, senza carta di credito.

Punti deboli

  • 🇬🇧 Nessuna interfaccia in italiano. Prodotto, assistenza e documentazione sono in inglese, ed è un ostacolo concreto se a compilare le checklist è una squadra di cantiere.
  • 📅 Non conosce l’Allegato VII: le periodicità italiane si costruiscono da zero.
  • 💵 £35–£60 per utente al mese è la porta d’ingresso più cara di questo confronto per una squadra numerosa.
  • 👥 Corporate ed Enterprise impongono un minimo di quattro utenti.
  • 🖥️ L’interfaccia richiede più tempo di apprendimento delle app di ispezione più immediate.

A chi serve? A chi lavora in quota, su fune, nel soccorso, nell’eolico o nell’accesso industriale, con un parco fatto soprattutto di DPI e attrezzature di sollevamento — e con un team che lavora in inglese senza attrito.


3. Blumatica SHEQ — il regime italiano per costruzione

Panoramica

Blumatica SHEQ è un ecosistema HSE in cloud in cui lo scadenzario non è una funzione fra le altre ma l’esito di ogni cosa censita nel sistema: progettazione della sicurezza, formazione, manutenzione, sorveglianza sanitaria.

È uno dei pochi prodotti che nomina esplicitamente l’art. 71 comma 11 e l’Allegato VII, e che li tratta per quello che sono — scadenze rigide su apparecchi di sollevamento, impianti di messa a terra e attrezzature a pressione. Il meccanismo è quello giusto: pianificate manutenzioni e verifiche periodiche, il software calcola automaticamente la data di scadenza successiva a partire dall’ultimo intervento registrato a sistema.

Sul lato persone il modello è per mansione e ruolo di sicurezza: associ il lavoratore a una mansione e il sistema deduce formazioni, visite mediche e consegna dei DPI, azzerando la gestione manuale delle scadenze.

Punti di forza

  • ⚖️ Conosce il regime italiano per costruzione, Allegato VII compreso.
  • 🔁 Ricalcolo automatico della scadenza successiva a partire dall’ultimo intervento.
  • 👥 Lo scadenzario copre insieme persone e attrezzature, con il modello per mansione.
  • 🇮🇹 Editore italiano con una linea completa di software per la sicurezza.

Punti deboli

  • 💸 Nessun prezzo pubblicato: il costo si scopre solo dopo un contatto commerciale.
  • 📱 Nessuna app mobile documentata per il rilievo in campo: l’ispezione si registra, non si esegue davanti all’attrezzatura.
  • 🏷️ Nessuna identificazione NFC o codice a barre, e nessun catalogo di fabbricanti.
  • 📋 L’attrezzatura è una riga di scadenzario, non un oggetto con una storia, uno stato e una durata di vita.
  • 🚧 Il sito dell’editore respinge le richieste automatiche, il che rende difficile valutare l’offerta senza passare dal commerciale.

A chi serve? A chi ha bisogno che tutti gli adempimenti del D.Lgs 81/08 stiano nello stesso posto e ragionino nella stessa lingua normativa, e a chi accetta che il rilievo in campo resti fuori perimetro.


4. Sicurweb — l’anagrafica documentale

Panoramica

Sicurweb, dell’editore Infotel Sistemi (sede legale a Milano, sede operativa a Salerno), è la piattaforma HSE modulare classica: anagrafica dettagliata di macchine e attrezzature con manuali, foto e dichiarazioni CE allegate, interventi periodici programmati, registrazione degli interventi eseguiti con i rapporti tecnici, scadenzario e alert.

È completa sul perimetro degli adempimenti e lo copre in modo documentale: il suo compito è dimostrare che la verifica è avvenuta, non guidare chi la esegue.

Punti di forza

  • 📁 Anagrafica attrezzature ricca, con documentazione tecnica agganciata alla singola macchina.
  • 🗓️ Interventi periodici programmati con registrazione dei rapporti e degli allegati.
  • 🧩 Copertura ampia, dai DPI alla formazione ai sistemi di gestione.
  • 🇮🇹 Editore italiano.

Punti deboli

  • 💸 Nessun prezzo pubblicato e nessuna prova libera: si passa obbligatoriamente da una demo commerciale.
  • 📱 Nessuna app mobile presentata sulla pagina di prodotto.
  • 🖥️ Architettura Java con MSSQL Server: più vicina al gestionale installato che al SaaS, con quello che comporta in termini di IT interno.
  • 🏷️ Nessun catalogo di fabbricanti, nessun NFC, nessun codice a barre.

A chi serve? A enti pubblici e aziende strutturate che devono soprattutto archiviare e dimostrare, con un IT interno in grado di reggere l’installazione.


5. AimSafe — il verticale italiano sui DPI

Panoramica

AimSafe è il prodotto italiano più verticale sui DPI di questo confronto. Il registro di consegna è digitale e a doppia conferma: il responsabile registra la consegna, il lavoratore conferma la ricezione, con data, ora e dettaglio dei dispositivi. È esattamente la prova che manca quando un ispettore chiede chi aveva quel dispositivo, e quando.

I DPI si gestiscono per kit associati alla mansione, collegabili al modulo DVR per verificare la coerenza fra dispositivo assegnato e rischio valutato. Il modulo controlli permette di impostare verifiche periodiche sull’integrità del singolo DPI con checklist digitali; il modulo manutenzioni segue verifiche periodiche e costi degli interventi sulle attrezzature.

Il canone è annuale e include un numero illimitato di postazioni, anche in uso simultaneo da persone e dispositivi diversi.

Punti di forza

  • ✍️ Registro consegne a doppia conferma, con tracciabilità completa.
  • 🎯 Kit DPI per mansione, collegati alla valutazione dei rischi.
  • 🔔 Verifiche periodiche sull’integrità dei DPI con checklist digitali e notifiche di scadenza.
  • 💻 Postazioni illimitate incluse nel canone.
  • 🆓 Registrazione gratuita per provare le funzionalità principali.
  • 🎓 Modulo formazione integrabile, utile per l’addestramento obbligatorio sui DPI di III categoria.

Punti deboli

  • 💸 Il listino non è pubblico: bisogna registrarsi per vederlo, quindi non puoi confrontare il costo prima di aprire un account.
  • 📴 Web app, non applicazione nativa: nessun lavoro offline documentato, e in un magazzino interrato si sente.
  • 🏷️ Nessun NFC, nessun codice a barre, nessun catalogo di fabbricanti.
  • 🧱 Le funzionalità sono distribuite fra molti moduli a pagamento: il perimetro utile si compone, e il costo con esso.

A chi serve? A chi ha un problema di dotazioni DPI prima che di attrezzature: consegne, idoneità, scadenze e prova della consegna.


6. Onix Work — la filiera del sollevamento

Panoramica

Onix Work, dell’editore norvegese Onix, è l’unico prodotto qui progettato attorno alle tre parti della conformità delle attrezzature di sollevamento insieme: il proprietario, l’organismo di ispezione e il fornitore lavorano sullo stesso record e i documenti circolano fra loro. Le applicazioni si dividono per ruolo — Onix Worker per il campo, Onix Inspect per gli ispettori, Onix Tool Store, Onix Pick & Pack per i fornitori — e la distribuzione documentale passa da Onix Express.

Novità rispetto alle rilevazioni precedenti: Onix ora pubblica i prezzi. Start da 158 €/mese e Professional da 668 €/mese, entrambi con fatturazione annuale, Enterprise su preventivo.

Punti di forza

  • 🔗 Modello a tre parti autentico, con API aperte.
  • 📑 Modelli di ispezione già pronti per regimi di controllo denominati, invece di lasciarti costruirli.
  • 📴 App di ispezione offline che si sincronizza al rientro, con etichettatura RFID, NFC e QR.
  • 💶 Prezzi ora pubblicati.

Punti deboli

  • 🇮🇹 Nessuna versione italiana: il sito è in inglese, olandese e norvegese, e i modelli precaricati riflettono regimi nordeuropei e offshore, non l’Allegato VII.
  • 🚫 Nessuna prova gratuita, dichiarata esplicitamente dall’editore.
  • 💵 Da 158 € al mese con impegno annuale e senza possibilità di provare prima: è un salto di fiducia.
  • 🏗️ Centrato sul sollevamento: parco fatto di utensili, IT o veicoli, prodotto sbagliato.

A chi serve? A proprietari di attrezzature di sollevamento e organismi di ispezione che lavorano in contesti internazionali, offshore o nordeuropei.


7. Mitti, ex SafetyCulture — il motore di ispezione generico

Panoramica

Mittirinominato l’11 agosto 2026, prima si chiamava SafetyCulture e safetyculture.com reindirizza ora su mitti.com — è una piattaforma di ispezione, non un sistema di conformità delle attrezzature, e la distinzione conta. Se le tue verifiche hanno la forma di una checklist e la storia della singola attrezzatura non è l’oggetto principale del registro, è il modo più rapido ed economico per avere ispezioni coerenti, fotografate e datate in un solo posto.

Gratuito fino a dieci utenti, poi 24 $ per postazione al mese con fatturazione annuale (29 $ mensile). Il listino è pubblicato solo in dollari.

Punti di forza

  • 🆓 Gratuito fino a dieci utenti, poi prezzo pubblicato.
  • 📱 La migliore esperienza di rilievo sul campo del confronto: offline, foto in primo piano, si impara in pochi minuti.
  • 🧩 Il modello a template si adatta a qualsiasi attrezzatura senza coinvolgere l’editore.
  • 🇮🇹 Interfaccia disponibile in italiano.

Punti deboli

  • 📋 Prima l’ispezione, poi l’attrezzatura: durata di vita, riparazioni e fuori servizio non sono concetti nativi.
  • 🔒 Il piano gratuito limita a cinque i modelli attivi, soglia che un vero programma DPI supera subito.
  • ⚖️ Nessuna nozione di regime italiano: le periodicità si replicano a mano.
  • 💵 Prezzo per postazione, che diventa caro appena serve un account a ogni utilizzatore.
  • 💱 Listino solo in dollari.

A chi serve? A chi ispeziona molte cose diverse e ha bisogno di un processo coerente più che di un registro delle attrezzature a prova di ispettore.


8. Sikuro — la filiera del cantiere

Panoramica

Sikuro, marchio di Safety Job S.r.l. (Ranica e Alzano Lombardo, Bergamo), è costruito attorno al problema dell’impresa che lavora su molti cantieri con molti fornitori: documenti, idoneità, badge digitale e scadenze in un’unica dashboard, con qualifica dei subappaltatori.

Il listino è pubblicato: Smart da 200 €/anno, Site da 450 €/anno, Master da 900 €/anno con selettore del numero di subappaltatori, Enterprise su preventivo. Gli utenti sono inclusi nel canone, illimitati sui piani superiori, e il piano d’ingresso si prova in autonomia.

Punti di forza

  • 💶 Listino pubblicato e prezzo d’ingresso basso: 200 € all’anno.
  • 👥 Utenti inclusi nel canone, illimitati sui piani superiori.
  • 🧾 Qualifica di fornitori e subappaltatori con controllo documentale.
  • 📴 App offline che si sincronizza alla riconnessione, e badge digitale di cantiere.
  • 🇮🇹 Assistenza in italiano via chat inclusa in tutti i piani.

Punti deboli

  • 📋 L’attrezzatura è una risorsa fra le altre: nessun catalogo di fabbricanti, nessuna durata di vita, nessuno stato di fuori servizio.
  • 🧾 Nessun modello di verbale di verifica: si traccia la scadenza e il documento ricevuto, non il contenuto del controllo.
  • 💵 Il prezzo del piano Master dipende dal numero di subappaltatori, il che rende il costo reale meno prevedibile della cifra di partenza.
  • 🏗️ Fuori dall’edilizia e dalla gestione della filiera, buona parte del valore resta inutilizzata.

A chi serve? Alle imprese di costruzioni e alle industrie multi-cantiere il cui problema numero uno è la conformità documentale dei fornitori.


9. Mainsim — quando l’attrezzatura è anche un impianto

Panoramica

Mainsim è un CMMS italiano maturo, del gruppo Impresoft, con la manutenzione preventiva come cuore e le verifiche di legge come uno dei calendari che sa gestire. È l’opzione giusta quando l’attrezzatura da verificare è anche un impianto da mantenere: le due scadenze vivono nello stesso piano e generano ordini di lavoro reali, non promemoria.

Il modello di prezzo è 89,90 € per utente al mese in cloud, decrescente al crescere degli utenti, più un avviamento una tantum; gli utenti richiedenti sono gratuiti e illimitati e gli asset illimitati. Certificazioni ISO 27001 e ISO 9001, CSA STAR Level One, SSO e whitelist IP.

Punti di forza

  • 📦 Asset illimitati: censire diecimila attrezzature non cambia il canone.
  • 🎫 Utenti richiedenti gratuiti e illimitati: chiunque segnala un’anomalia senza consumare licenza.
  • 🔁 Manutenzione preventiva con automazione delle scadenze e generazione automatica degli ordini di lavoro.
  • 🛡️ Modulo HSE con analisi dei rischi, permessi di lavoro, checklist e audit trail.
  • 🔐 ISO 27001 e ISO 9001, SSO, whitelist IP.

Punti deboli

  • 💵 89,90 € per utente al mese più avviamento: fra i costi d’ingresso più alti del confronto, e la licenza si conta sulle persone.
  • 🚫 Nessuna prova gratuita: si passa da una demo e da un progetto.
  • 📋 È un CMMS, non un prodotto di ispezione: nessun catalogo di DPI, nessuna durata di vita del dispositivo, nessun legame fra attrezzatura e abilitazione dell’utilizzatore.
  • 🧮 Il prezzo pubblicato è solo la licenza; avviamento, integrazioni e personalizzazioni si quotano a parte.

A chi serve? A chi ha un parco impianti da mantenere e vuole che le verifiche di legge vivano nello stesso piano della manutenzione. Se il tuo problema è soprattutto la manutenzione, guarda il confronto dei software di manutenzione.


🧾 Che cosa deve contenere un verbale che regge

Qualunque software tu scelga, un registro che sopravvive a un controllo ha bisogno di sei cose. Verifica che il prodotto le produca tutte, prima di firmare.

  1. L’attrezzatura, identificata in modo univoco — numero di matricola o di serie, non «imbracatura n. 4». Fabbricante, modello, data di fabbricazione e data di prima messa in servizio.
  2. La data della verifica e quella della successiva.
  3. La persona, con nome e con la prova della sua competenza per quel tipo di attrezzatura. Per le attrezzature dell’Allegato VII, il soggetto titolare o abilitato che ha eseguito la verifica.
  4. I criteri applicati — una checklist agganciata ai punti di controllo del fabbricante, non una nota in campo libero.
  5. L’esito e ciò che è successo dopo: conforme, messa fuori servizio, riparata, dismessa. La dismissione conta: un’attrezzatura tagliata sul posto va comunque documentata.
  6. La conservazione. L’art. 71 comma 9 è esplicito: i risultati vanno riportati per iscritto e almeno quelli degli ultimi tre anni vanno conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza. Per le verifiche dell’Allegato VII, i verbali del soggetto verificatore vanno conservati e messi a disposizione.

Il punto 4 è dove crolla la fascia bassa di questo mercato. Il punto 3 è dove crollano i programmi gestiti internamente.


🔬 La nostra metodologia: sette criteri, fatti verificabili, punteggi editoriali

Ogni prodotto è valutato su dieci per sette criteri; i pulsanti di profilo cambiano solo la ponderazione.

  1. Copertura delle verifiche — archivio, scadenzario, checklist, esito, fuori servizio, riparazioni, durata di vita.
  2. Facilità d’uso e adozione — quanto in fretta un verificatore chiude un lotto di attrezzature.
  3. Prezzo e trasparenza — livello di prezzo, su che cosa si conta la licenza, quanto si sa prima di parlare con un commerciale.
  4. Mobile e rilievo sul campo — ispezione offline, foto, identificazione NFC, QR o codice a barre.
  5. Qualità della prova documentale — se ciò che esce regge come prova: chi ha verificato, quando, con quali criteri, con che esito, per quanto conservato.
  6. Report e avvisi — avvisi di scadenza, elenco degli scaduti, report per sede e per cliente, esportazioni.
  7. Avviamento e supporto — cataloghi, importazioni, modelli precaricati, formazione e assistenza in italiano.

La presenza delle funzionalità è stata verificata sulle pagine ufficiali di prodotto. Abbiamo penalizzato l’assenza di un prezzo pubblicato, e abbiamo penalizzato i prodotti che non hanno alcuna nozione di persona competente o di durata di vita — perché in questa categoria non è una funzione mancante, è un altro prodotto.

Abbiamo penalizzato anche l’assenza di una versione italiana, che nel confronto internazionale non conta e qui sì: se a compilare la checklist è la squadra di cantiere, la lingua dell’interfaccia è un criterio di adozione, non un dettaglio estetico.

Non usiamo alcun punteggio da piattaforme di recensioni. Il numero di recensioni misura da quanto tempo un editore vende molto più di quanto misuri la qualità del prodotto, e penalizza gli strumenti recenti — alcuni dei quali oggi battono editori sul mercato da vent’anni.

I punteggi per criterio sono un giudizio editoriale: nessuno standard pubblico trasforma un elenco di funzionalità in un numero su dieci. Sono mostrati e riponderabili proprio perché tu possa non essere d’accordo con il nostro ordine.

Fonti consultate il 19 agosto 2026

Le periodicità di revisione e collaudo degli estintori variano per tipologia e sono contenute nel prospetto 1 della UNI 9994-1:2024, che è un documento a pagamento: qui riportiamo solo gli ordini di grandezza pubblicamente documentati e non riproduciamo la tabella.


❓ Domande frequenti

Il carrello elevatore ha una verifica periodica obbligatoria ogni anno?

No. Il carrello frontale controbilanciato non compare nell’Allegato VII: non esiste una verifica periodica di legge annuale del muletto. Quello che esiste è l’obbligo dell’art. 71 comma 8, cioè i controlli periodici secondo le indicazioni del fabbricante, con esiti scritti e conservati almeno tre anni. Attenzione a non confonderlo con il carrello semovente a braccio telescopico, che nell’Allegato VII c’è, con verifica annuale. Restano poi dovuti il controllo trimestrale delle catene di sollevamento (Allegato VI punto 3.1.2) e l’abilitazione dell’operatore.

Le PLE si verificano ogni anno o ogni tre anni?

Ogni tre anni, dal 7 aprile 2026. L’art. 12 della Legge 11 marzo 2026 n. 34 ha inserito nell’Allegato VII la voce «Piattaforme di lavoro mobili elevabili e piattaforme di lavoro fuori strada per operazioni in frutteto — Verifica triennale». Prima erano annuali perché ricondotte ai ponti mobili sviluppabili su carro ad azionamento motorizzato. Non applicare però la triennale a tutto ciò che chiami «piattaforma»: conta la classificazione della macchina nella documentazione del fabbricante, e gru, scale aeree e telescopici restano annuali.

I DPI anticaduta rientrano nelle verifiche periodiche dell’Allegato VII?

No. I DPI di III categoria anticaduta non sono nell’Allegato VII: nessun INAIL, nessuna ASL, nessun soggetto abilitato. La revisione a dodici mesi viene dalla UNI EN 365 e dalla nota informativa del fabbricante, che l’art. 75 e l’Allegato VIII rendono vincolante. Se il fabbricante impone una frequenza più stretta, prevale la sua. Sono comunque tre le scadenze da tenere insieme: revisione del dispositivo, durata di vita massima e addestramento del lavoratore.

Chi può eseguire la verifica periodica di un’attrezzatura dell’Allegato VII?

La prima verifica periodica è di competenza dell’INAIL, su richiesta del datore di lavoro alla UOT territorialmente competente; se l’INAIL non provvede nei termini, il datore di lavoro può rivolgersi direttamente a un soggetto abilitato iscritto nell’elenco ministeriale. Le verifiche successive alla prima spettano all’ASL, o all’ARPA dove previsto da legge regionale, oppure a un soggetto pubblico o privato abilitato scelto liberamente dal datore di lavoro. I soggetti privati abilitati «acquistano la qualifica di incaricati di pubblico servizio» (art. 71 comma 12).

Quanto vanno conservati i verbali?

L’art. 71 comma 9 fissa il minimo: i risultati dei controlli vanno riportati per iscritto e almeno quelli relativi agli ultimi tre anni vanno conservati e tenuti a disposizione degli organi di vigilanza. In pratica conviene conservare per tutta la vita dell’attrezzatura: quando arriva una contestazione, il verbale che serve è quasi sempre più vecchio di tre anni.

Ogni quanto vanno controllate funi e catene?

Ogni tre mesi, salvo diversa indicazione del fabbricante. Allegato VI punto 3.1.2: «Le funi e le catene debbono essere sottoposte a controlli trimestrali in mancanza di specifica indicazione da parte del fabbricante.» Vale per le funi delle gru come per la catena del paranco d’officina e per quella del carrello elevatore, ed è l’obbligo che genera il maggior numero di eventi in uno scadenzario reale.

Un software per le verifiche periodiche è la stessa cosa di un CMMS?

No. Un CMMS pianifica e registra il lavoro di manutenzione; un software di verifica produce la prova che un’attrezzatura è stata esaminata contro criteri definiti. Alcuni CMMS importano i verbali e seguono le azioni correttive, ma non sostituiscono la verifica. Vedi il confronto dei software di manutenzione.

E rispetto a un software per la sicurezza sul lavoro?

Un gestionale HSE copre l’intero perimetro del D.Lgs 81/08 — DVR, formazione, sorveglianza sanitaria, scadenzario — e le verifiche sono una voce fra molte. Un prodotto di ispezione fa una cosa sola e la fa a livello della singola attrezzatura. Se ti serve il quadro completo degli adempimenti, parti dal confronto dei software per la sicurezza sul lavoro; se ti serve sapere dove sono le attrezzature e chi le ha, dal confronto dei software di gestione attrezzature.

Un solo sistema può coprire una sede italiana e una francese?

Sì, ma solo se permette di impostare periodicità diverse per sede sullo stesso tipo di attrezzatura. Gli accessori di sollevamento in Italia non hanno periodicità di legge, in Francia sono soggetti a verifica annuale; le PLE in Italia sono passate a tre anni, in Francia restano a sei mesi. Un prodotto con un solo intervallo globale per tipo di attrezzatura ti mette fuori regola da una parte delle Alpi.


🚀 Conclusione

GearTracker arriva primo su tutti i profili di questo confronto, e la ragione è strutturale più che funzionale: copre la catena della verifica per intero e conta la licenza sulle attrezzature invece che sulle persone, il che lo rende l’unico prodotto qui che resta sostenibile quando il parco e la forza lavoro sono grandi entrambi. Sul profilo «Consigliato» il margine su Papertrail è di circa un terzo di punto: reale, ma non enorme.

Il limite onesto va detto due volte, perché è lo stesso in ogni mercato: le checklist te le costruisci tu. Se preferisci che i criteri arrivino già scritti e già associati a ciascun modello di fabbricante, Papertrail resta l’acquisto migliore — a condizione di accettare un prodotto interamente in inglese e un prezzo per utente.

E c’è un limite specificamente italiano che vale per tutti e quattro i prodotti verticali: nessuno di loro arriva con l’Allegato VII precaricato. Le periodicità, comprese quelle che cambiano da sole ai dieci anni di età dell’apparecchio, le imposti tu. Se questa è la parte che ti spaventa, Blumatica SHEQ e Sicurweb partono dal regime italiano — e ti chiedono in cambio di rinunciare al rilievo in campo, al catalogo fabbricanti e al prezzo trasparente.

Se il tuo problema sono le dotazioni DPI e la prova della consegna, AimSafe è il verticale italiano più vicino al bersaglio. Se è la conformità documentale dei subappaltatori, Sikuro con 200 € all’anno è il modo più economico per uscire dal foglio di calcolo. Se è la manutenzione degli impianti, con le verifiche di legge come uno dei calendari, Mainsim è il prodotto giusto e il resto di questa pagina non ti riguarda molto.

Usa il confronto interattivo con le tue ponderazioni, poi metti alla prova i due finalisti contro la checklist in sei punti qui sopra, su una tua attrezzatura vera.